Gli IndiePatici SPECIALE 2011


In onda il 29-12-2011 alle 19:00:00
Gli IndiePatici SPECIALE 2011

Nella diciottesima puntata de Gli IndiePatici, andata in onda Giovedì 29 dicembre alle ore 19:

SPECIALE 2011

Tender Branson e i suoi ospiti hanno cercato di raccontare cosa è successo alla musica indipendente italiana nel corso del 2011: nessuna classifica, nessun ordine: solo un tentativo di descrivere gli eventi attraverso delle brevi riflessioni. 


PLAYLIST 
1) Shiva Bakta - IndiePatici (SIGLA) 
2) Amycanbe - Truth be told
3) C+C=Maxigross - Wejk ap
4) ...A Toys Orchestra - Midnight (R)evolution
5) Green Like July - Jackson
6) Casa del Mirto - The Nature
7) Egokid - Come un eroe della Marvel
8) Luminal - Non è ancora finita, babyblue
9) Bandwidth - The Wire
10) L'Amo - Dura la vita del superdotato
11) Raein - Attualità dell'utopia
12) Peter Kernel - Anthem of hearts
13) Gazebo Penguins - Nevicanevieneunmetro
14) I Cani - Post Punk
15) The Zen Circus - Nati per subire


BASI
Carpacho! - Canzone 7 (winter)
(durante l'intervento di Enzo: Be Forest - Florence; Le Man Avec Les Lunettes - Fall on the snow; A Classic Education - Baby, it's fine; A Classic Education - Can you feel the backwash)
Annie Hall - Beautiful mind
Life&Limb mixtape
Distanti - A fine giornata
Dente - Rette parallele


Indiepop, indierock, indiefolk...siamo ossessionati dal prefisso indie. Cos'è che conta in fondo? L'ansia da novità e innovazione, lo stupore per forza è il più grande dei nemici della musica. E per quello che ci interessa, non è un suffisso a fare la differenza, quanto la qualità e la sincerità della proposta musicale. Due esempi di ottimo pop e folk italiano, che abbiamo apprezzato nel 2011, sono stati rispettivamente gli Amycanbe e i C+C=Maxigross. Senza dimenticare i Carpacho!, tornati con un nuovo disco, e gli Ex Otago, che hanno pubblicato il loro album più bello. O Babalot, con il suo pop/folk d'autore che ci mancava proprio tanto. O i bravissimi Manetti! e The Jacqueries, che hanno fatto scoprire l'indierock anni '90 alle nuove generazioni (e conquistato i trentenni orfani del britpop come me).

Il nostro amico Enver ci ha quindi introdotto il tema centrale di questo nostro tentativo di raccontare un anno di musica italiana: quello dell'esportabilità degli artisti nostrani.
Partendo da un dato di fatto: soprattutto nel pop e nel rock la gran parte delle band e degli artisti italiani opta per testi in inglese, avendo come punto di riferimento non più la cultura musicale italiana ma uno spazio ben più ampio...uno tra i migliori esempi in tal senso sono gli ...A Toys Orchestra, che quest'anno hanno pubblicato Midnight (R)evolution. 
Alla stessa voce (pop di qualità) si vedano anche News For Lulu, Lava Lava Love, Annie Hall.

A proposito di esportazione: si è trattato senza dubbio di uno degli anni più proficui dell'ultimo decennio, da questo punto di vista. Da una parte nel senso di esportazione del "prodotto" musicale: ci vengono in mente gli esempi degli Aucan, con un tour europeo strepitoso alle spalle, dei Betty Poison volati negli USA, dei Luminal che si sono esibiti in Germania, dei Le Man Avec Les Lunettes ormai conosciuti anche in Svezia (da ultimo hanno suonato a Stoccolma), dei Soviet Soviet alla conquista dell'Est Europa (passando da Parigi e Atene, sono arrivati fino a Mosca), dei The Vickers ormai ben noti anche in Inghilterra (specialmente a Londra), dei Tiger! Shit! Tiger! Tiger! che in primavera sono volati ad Austin con Luca Benni (numero 1 della loro etichetta, la To Lose La Track) per uno showcase al South by Southwest festival, dove hanno trovato ad attenderli anche gli A Classic Education...

Restando in tema, l'ospite speciale di questa trasmissione è stato Enzo Baruffaldi, creatore e curatore di Polaroid Blog, uno dei membri della WWNBB (collettivo che si occupa di produzione musicale e booking, con la Headphonesman Booking). Il quale ci ha raccontato il successo dei Be Forest (a marzo il loro Cold sarà ristampato in Giappone!), oltre che dei già citati LMALL (a cui è successo di veder pubblicato un album da un'etichetta indonesiana) e A Classic Education. 
L'importanza delle relazioni personali, internet che permette la diffusione delle produzioni a costo zero, e la promozione della musica attraverso un numero di canali impensanbile ancora pochissimi anni fa  - con risultati tangibili quali il successo di un'idea come quella di Music Alliance Pact (questo l'ultimo "numero").

Esiste poi un secondo aspetto dell'esportabilità, quello della possibilità per le nostre band e artisti di andare all'estero a cercare fortuna. A partire dai casi di chi venga scoperto o promosso da blog, siti e webzine (di nuovo, pensiamo agli A Classic Education finiti su Pitchfork con il loro primo LP prodotto dalla americana Lefse; ma anche, per fare altri esempi, a El Santo Nada, band nata dalla mente di Umberto Palazzo ed assai gradita ai ragazzi di Indie Rock Café, webzine americana; oppure ad Alberto Arcangeli, finito con il suo Pop Down The Rabbit Hole su blog cinesi e americani).
Per finire con quegli artisti che la fortuna la cercano in termini di produzioni: Banjo or Freakout, ossia Alessio Natalizia, emigrato a Londra, e Dumbo Gets Mad, che ha trovato la propria dimensione in California e ha debuttato con il primo singolo sul blog americano The Needle Drop; e poi i The Records, nel frattempo diventati The R's, che dopo l'esordio con la Foolica Records hanno firmato un contratto con la National Geografic; o Mauro Remiddi, da anni di stanza a Londra, ma solo in questo 2011 salito agli onori delle cronache musicali con un progetto solista (Porcelain Raft) con cui ha accompagnato gli Yuck in un tour europeo, e con cui nel 2012 supporterà il tour degli M83; per finire con i Vadoinmessico (band che risulta in effetti inglese, ma al cui interno ci sono due musicisti italianissimi) e i Black Casino and the Ghost (storia identica, con la differenza che in questo caso i nostri concittadini sono il nucleo su cui la band è nata). Ultimi in ordine cronologico i forlivesi M+A, trasferitisi a Londra dopo aver firmato con la Monotreme Records (con cui hanno pubblicato il loro primo album, Things.Yes)
E infine i Green Like July, che da queste parti abbiamo tanto apprezzato e proposto, il cui album Four-legged fortune è stato registrato ad Omaha (Nebraska) presso gli ACR Studios dei fratelli Mogis, arcinoti per essere due delle menti dell'etichetta folk Saddle Creek (e della band di punta di questa, i Bright Eyes).

Gianluigi di DLSO ci ha invece introdotto alla scena chillwave/elektro/pop, con delle produzioni importanti come quella dei Welcome Back Sailors, piuttosto che del già citato Dumbo Gets Mad e dello stesso, già citato Banjo or Freakout; ma i cui alfieri sono senza dubbio i Casa del Mirto.

E come dimenticare il pop? forse in controtendenza rimasto uno di quegli ambiti in cui tuttora prevalgano i testi in italiano, non si può certo negare che ci sia stata un'evoluzione del suono. Da una parte con aperture elektro come per Lo Stato Sociale o Edipo, dall'altra con tentativi di mixare i suoni della tradizione italiana anni '60 con il rock, fino a veri e propri sconfinamenti nel punk, di cui è maestro Giorgio Canali (tornato a farsi sentire con i Rossofuoco) e ottimi allievi i romani Luminal.
Eccovi dunque due spiegata la scelta di proporre esempi delle due "anime" del cantautorato del 2011 (la prima restando senza dubbio quella che affonda le radici negli arrangiamenti più orchestrali in pieno stile anni '60): Egokid, il cui brano più noto abbiamo ascoltato anche dalle frequenze dei grossi network radiofonici commerciali (per non parlare di Dente, che con Io tra di noi sembra aver raggiunto l'eccellenza anche dei suoni; o la Brunori SAS, che ha brillantemente superato la prova del secondo disco); e proprio i Luminal, col loro originale approccio al rock. Consensi (e una citazione d'obbligo) ha ottenuto anche l'esordio  dei ManzOni (con i loro testi minimalisti e spesso sussurrati calati in un ambientazione slowpunk).

Cosa dire dell'underground? mai come in questo periodo storico sembra essere vivo e soprattutto ricco di suggestioni. Come ci dimostrano gli esempi che quotidianamente ci presentano gli amici di Acidi Viola, attentissimi a scovare le ultime novità su Soundcloud o Bandcamp (più che siti o hosting di musica, dei veri e propri "social music" dove navigare trascinati da un flusso di cui non si riesce mai a governare la direzione).
E le nicchie sembrerebbero passarsela molto bene, se prendiamo come termini di paragone gli italosvizzeri Peter Kernel o i marchigiani Butcher Mind Collapse (rispettivamente, postpunk e alternative rock di ottimo livello). Dovendo fare un nome per gli amanti del postrock, vi consiglierei senza dubbio i MUG.

Le nuove tecnologie, la possibilità di registrare anche a casa propria e (come già detto) sfruttare la rete per distribuire e promuovere le produzioni a costo zero, i siti di cui si è detto: sono solo strumenti che hanno semplificato la vita a tutti coloro i quali vogliono esprimere delle idee nuove, o comunque trovare una propria dimensione originale che non avrebbe una collocazione nel "mercato discografico" generalista. Tutto quello che ormai siamo abituati a chiamare DoItYourself (DIY), che nasce dalle band e diventa bandiera di collettivi ed etichette (spesso facenti capo agli stessi artisti).
Qualche nome che in questo 2011 ci ha colpito: Bandwidth, Poptones, L'Amo (in ambito garage/postpunk), e poi per cambiare genere Mary in June (postrock), Verily So (folkrock), L'orso (indiepop/lo-fi), Ed (folk), i Karibean (surf) e i bravissimi Démodé (jazz/orchestrindie)...

Ma sono soprattutto collettivi ed etichette ad essersi moltiplicati, e ad aver raggiunto una qualità media davvero notevole. Tantissime le produzioni che vengono proposte, tutte rigorosamente frutto del DIY, registrate grazie all'interesse e all'impegno di questi collettivi e netlabel. Qualche nome "caldo" per l'anno appena trascorso? le famiglie della To Lose La TrackShit Music for Shit PeopleDeAmbula RecordsLa Bèl NetlàbelStop! Records, MiaCameretta Records, Fallo Dischi, Megaphone Records, Bad Panda Records, Garrincha Dischi, Canebagnato Records, Sangue DiskenVaggimal Records, Snowy Peach RecLa Fame Dischi e la WWNBB di cui ci ha parlato Enzo (solo per citarne qualcuna).
E poi le etichette, più o meno piccole, tutte gestite in maniera assolutamente professionale e ormai sulla scena da diversi anni: a partire dalla 42 Records (quest'anno al livello delle major quanto a dischi prodotti e venduti e premiata come miglior etichetta indie al Supersound di Faenza), passando per La Tempesta Dischi, Ghost Records, Jestrai, Trovarobato, Foolica Records, Urtovox RecordsPippola, To Lose La Track, Irma Records29 records, Shyrec, Black Nutria, Tannen Records29 records...

Etichette e collettivi che spesso decidono, insieme alle band, di mettere a disposizione i dischi in download gratuito: forma di diffusione che quest'anno ha preso piede in maniera definitiva e sempre più apprezzata...
...ed è stato - anche grazie al free download - sicuramente l'anno dell'esplosione "commerciale" della screamo, ultima nipote del punk e figlia dell'emocore...al di là del genere, un vero e proprio modo di vivere la musica. Come ci racconta Davide (The Breakfast Jumpers) sono state davvero molte le band che in questo 2011 si sono fatte notare e hanno fatto urlare centinaia di ragazzi sotto i palchi di tutta Italia. Basti pensare al successo straordinario dell'ultimo AntiMtv Day a Bologna, che ne ha raccolte in una sola giornata una decina tra "vecchie" e "nuove".
Anche qui qualche nome: Raein, Verme, Distanti, Do Nascimiento.
Ma più di tutti, hanno ottenuto un successo strepitoso anche in termini di vendite (e non solo di download digitali) i reggiani Gazebo Penguins
Allargando lo sguardo, hanno raggiunto ottimi risultati anche i Three in One Gentleman Suit (splendido il loro disco), i Cosmetic e gli Eva Mon Amour (questi ultimi con due Ep molto apprezzati anche dalla critica); e grazie al download e al DIY si sono fatti strada i Fast Animals and Slow Kids con un ep rilasciato nel 2010 ma che quest'anno ha riscosso talmente tanti consensi da aprire loro le porte di una grande produzione (di pochi giorni fa la pubblicazione del primo Lp, Cavalli, per la Iceforeveryone dei The Zen Circus, sotto la guida di Appino e Giulio Ragno Favero).

Siamo arrivati alla fine del viaggio in questo 2011. Non possiamo che concluderlo dando conto dei maggiori successi in termini di vendite, quegli artisti cioè che hanno raggiunto un pubblico eterogeneo, riuscendo a registrare sold out in giro per l'Italia e posizioni dignitose anche nella classifica di solito dominata da produzioni di tutt'altro genere. 
L'anno è iniziato con il botto: WOW, doppio cd dei Verdena, a gennaio raggiungeva la posizione numero 2 nella classifica delle vendite (dopo Gianna Nannini, sic!); Il Sorprendente album d'esordio dei Cani a giugno sfiora la top ten della classifica di ITunes; ad ottobre, gli Zen Circus arrivano alla posizione n. 31 della classifica generale - la stessa settimana, Dente raggiunge la n. 15!
Per concludere, non possiamo poi che dar conto dei grandi risultati in termini di pubblico ai concerti ottenuti durante l'anno dai vari Le Luci della Centrale Elettrica, Brunori SAS, Paolo Benvegnù e i "soliti" Teatro degli Orrori & Ministri

musica, interviste

Questa è una puntata della trasmissione:

Tutti i mercoledì alle 19

Commenti 

 
#1 Massi 2011-12-29 19:11
POETA!
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